Hast du alle Tassen im Schrank?
Hai tutte le tazze nell’armadio? Hai tutte le rotelle a posto?

 

Secondo il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue, vi sono sei livelli di competenza, utilizzati sia in Europa che a livello mondiale, per accertare la conoscenza linguistica di un utente. Ancora oggi, vi è un acceso dibattito sulla quantità di parole che bisogna conoscere a seconda dello specifico livello di competenza.

Non sarebbe bello se, tra i diversi parametri, si annoverassero anche i modi di dire caratteristici di una lingua? Probabilmente, sto farneticando, però, croce sul cuore, sono davvero utili quando si interagisce con un madrelingua. Oltre ad essere divertenti, alzano di parecchio il registro linguistico di un utente alle prese con una lingua straniera e, naturalmente, rendono più veloce ed autentica, oserei dire, l’interazione con i madrelingua.

 

Ecco una carrellata dei miei Redemittel preferiti.

Eine arme Socke sein
Essere una povera calza, essere una persona da commiserare.

 

 

Das Herz auf der Zunge haben
Avere il cuore sulla lingua: esprimere apertamente ciò che si pensa.

 

 

Die Nase voll haben
Avere il naso pieno di, ovvero non poterne più di qualcosa, averne le scatole piene.

 

 

Ich verstehe nur Bahnhof
Immaginate di essere in una stazione (Bahnhof), sicuramente vi sarà capitato di fermarvi a guardare il tabellone delle partenze e degli arrivi, di aspettare qualcuno ai binari o, più semplicemente, di trovarvi lì di passaggio. Certamente vi sarà successo di essere travolti dall’andirivieni di persone, dagli speaker che annunciano le prossime partenze, dal rumore dei treni. Cosa siamo in grado di comprendere? Nulla, da questo: ich verstehe nur Bahnhof, capisco solo la stazione, capisco solo il rumore della stazione, non ho capito un tubo!

 

 

Mir ist das Herz in die Hose gerutscht
Mi è caduto il cuore nei pantaloni: mi è venuto un colpo, mi sono spaventata!

 

 

Gestern hat er blau gemacht
Ieri ha fatto azzurro.
Questo modo di dire dovrebbe risalire al medioevo, quando, probabilmente, gli artigiani non andavano a lavorare e, quindi, invece dell’officina, avevano modo di ammirare il cielo, proprio perché quello sarebbe stato il loro giorno libero. Trovo molto romantica l’idea di associare la libertà alla possibilità di godere di un bel cielo azzurro.
Ps. Daria Bignardi ha scritto un libro molto delizioso che si intitola proprio “Oggi faccio azzurro”.